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Storia
Michele 07 Set 2010 12:22
Churchill fece uccidere Mussolini?

"Bhisma" <Af.bhisma@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:j7la86lm5vgqcm4aubd9t668gbmi2asj6b@4ax.com...
> On Mon, 6 Sep 2010 20:32:31 +0200, "Arduino" <ardu@nomail.com> wrote
> in message <4c8533b9$0$31377$4fafbaef@reader1.news.tin.it>:
>
>>> Era lecito quindi per i partigiani, almeno nel breve periodo in cui né
>>> gli
>>> alleati né il governo del re avevano ancora preso il controllo
>>> dell'Italia
>>> settentrionale, condannare a morte
>>
>>Per chi non indossa una divisa, non è lecito niente.
>
> Del tutto sbagliato.
>

Che arduino dica qualcosa di sbagliato, non è certo una novità, nè che,
viste le sue nostalgiche convinzioni, non possa far altro che mistificare su
argomenti del genere.
Però anche tu ti sbagli.

> Le convenzioni di Ginevra riconoscono la qualifica di "combattente in
> un conflitto armato" a tutti coloro che combattano in modo organizzato
> sotto un comando responsabile, anche se si tratti di un governo o di
> un'autorità non riconosciuta da altre parti combattenti.
> A questi combattenti è riconosciuta la possibilità di non
> contraddistinguersi mediante divise od emblemi dalla popolazione
> civile purchè portino apertamente le armi durante l'ingaggio del
> nemico e nella fase di dispiegamento precedente l'ingaggio in vista
> del nemico.
>

Tu qui stai citando non le Convenzioni di Ginevra ma il Protocollo
addizionale ad esse del 1977 (Protocollo I, Art. 44.3). Peraltro non
firmato, a tutt'oggi, da molti stati.

Il diritto internazionale applicabile nel 1945 era fissato, a questo
riguardo, dalla Convenzione dell'Aia IV 1907 (Art. 1), e poneva come
condizioni, per milizie irregolari e volontari, che avessero un comando
responsabile, che portassero apertamente le armi, che portassero un
distintivo riconoscibile a distanza, e che rispettassero le leggi di guerra.
Nulla si dice quanto alla possibilità di non portare, temporaneamente, armi
e distintivi visibili.

In altre parole, fatte salve le altre condizioni, un partigiano catturato in
abiti civili e con una bomba a mano sotto la giacca poteva essere trattato
come un sabotatore o spia; se catturato con il fazzoletto al collo e il
fucile in spalla, no.

Comunque questi aspetti riguardano i diritti e doveri dei combattenti, e
principalmente riguardano il diritto allo status di prigioniero di guerra.
Nulla hanno a che vedere con il fatto che il CLNAI fosse il legittimo
rappresentante del governo italiano e quindi avesse, in quel momento, anche
l'autorità di tenere processi militari. E così era.



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