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Storia
Orgoglioso Ignorante 14 Set 2010 07:41
Eroismo nella Grande Guerra

"Mario" <balotelliinnazionale@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:36d05548-53a8-4998-8771-41bf456df4c3@t2g2000yqe.googlegroups.com...
Che ne pensate?


La guerra è la più grande forma di sfruttamento.
Affama il popolo ed ingrassa la classe dominante sulle spalle del popolo che
combatte e muore sul fronte e soffre in Patria.
L'unico obiettivo di ogni soldato devrebbe essere quello di tornarsene
presto a casa.
Perché alla gente che era costretta a combatterla, la guerra non
interessava.
Occasionalmente, i metodo più sicuro di salvare la pelle è quello di
osservare la disciplina militare e, specie nella prima guerra mondiale,
quello di eseguire gli ordini.

Come giustamente facevi notare, non possiamo dimenticare l'inettitudine dei
comandandi della I GM, inettitudine che causò tante, troppe morti, e nemmeno
potremo mai dimenticare la presenza dei carabinieri nelle retrovie e,
soprattutto, le esecuzioni sommarie e la decimazione.

Se il concetto di eroe è quello di colui che senza paura sacrifica se stesso
in missioni impossibili, allora... dovremmo considerare eroi anche i
kamikaze.
Questo mi ha portato ad analizzare e rivedere il senso che associavo al
termine eroe.

L'eroe è quanto di più stupido serva in guerra.
L'eroe si sacrifica per supplire all'incapacità di chi lo comanda.
Per essere eroi bisogna essere stupidi o ignoranti o esaltati (cioè,
entrambe le cose).


La prima guerra mondiale fu una di quelle guerre nella quale, uno degli
scopi fu quello di ridurre la popolazione maschile.
L'economia prevalentemente agricola, portava ad aver molti figli, alla
disperata ricerca del maggior numero di figli maschi possibile.
Il che, alla morte del padre, portava ad un eccessivo frazionamento della
superficie delle terre.
Esiste una quantità minima di superficie coltivabine oltre la quale si
scende sotto il limite dell'autosostentamento.
Scendere oltre tale limite porta alla fame. E la fame porta alla ribellione.
La ribellione del popolo potrebbe portare alla perdita dei privilegi dei
dominanti (Rivoluzione Francese e Bolscevica sono esempi recenti).
Lo si sapeva già nell'antichità.
E' per questo che i dominanti fanno le guerre.
O meglio.... fanno fare.
Intanto si tengono isolati e impegnati i maschi che, altrimenti potrebbero
ribellarsi.
Si sfrutta la loro rabbia, deviandola contro il nemico. Il che potrebbe
portare ad una vittoria con un allargamento dei domini, a discapito di altri
popoli (La guerra è furto, Rubare qualcosa a qualcuno).
Si riduce il loro numero. Per rimediare all'eccessivo frazionamento delle
terre.

La I GM poteva concludersi in pochi mesi di combattimento ma fu necessario
trasformarla in guerra di logoramento per quest'ultimo scopo.

Gli eroi non servono mai.




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